«Non c’è nessuna altra azienda nel mercato che è in grado di offrire un sistema di virtualizzazione totale, end to and, che
tenga conto di tutte le componenti (networking, storage, dispositivi), con un approccio hardware agnostico, vale a dire lasciando
totale libertà di utilizzare le soluzioni hardware preferite». Chi parla è Henri Van der Vaeren, vice presidente per la regione
Semea di VMware.
I risultati finanziari del principale attore attivo nella virtualizzazione confermano lo stato di salute del colosso americano
dell’IT. Per l’anno fiscale appena concluso il fatturato ha raggiunto 8,97 miliardi di dollari, con una crescita del 14% rispetto
allo scorso anno. Nel quarto trimestre, il fatturato è stato di 2,59 miliardi di dollari, +16% rispetto allo stesso periodo
dell’anno precedente. Le crescite registrate nell’ultimo esercizio, spiega il manager sono il risultato di una strategia
di lungo periodo. «Solo considerando l’hardware come una commodity possiamo rispondere alle necessità fondamentali che ci
chiedono le aziende, ovviamente c’è un tema di contenimento dei costi, ma soprattutto una richiesta di maggiore efficienza
e agilità. Le nostre soluzioni hanno proprio questo obiettivo, a maggior ragione oggi che la gestione del cloud è diventata
sempre più strategica ma complessa. E lo sarà sempre di più in futuro con la crescita degli ambienti multicloud, ovvero con
la necessità di gestire ambienti ibridi, integrando cloud pubblici e privati»

Il business con il 5G
Ma dopo aver puntato le infrastrutture aziendali e quelle dei service provider con le proprie soluzioni di virtualizzazione,
ora VMware vuole aggredire il mercato delle telecomunicazioni come dimostrano chiaramente i recenti annunci fatti in occasione
del Mobile World Congress. In occasione della fiera di Barcellona l’azienda californiana ha infatti ampliato la partnership con AT&T e Vodafone, potenziando il rapporto con Ericsson e stringendo un nuovo accordo con T-System
con il chiaro obiettivo di qualificarsi come un partner strategico per la trasformazione delle telco
.
«Il 95% dell’infrastrutture delle telco è basato su hardware proprietario e non è virtualizzato, la nostra soluzione permette
agli operatori di trasformarsi in Communication Service Provider, un passo essenziale per le aziende del settore e un elemento
imprescindibile per cogliere le opportunità offerte soprattutto dal 5G», dice Raffaele Gigantino Country manager per l’Italia
di VMware. Rispetto ad altre soluzioni quella di VMware è in grado di offrire un’unica piattaforma cloud ottimizzata sia per
il 4G, sia per il 5G, capace di accelerare l’adozione della nuova tecnologia di rete, riducendo costi e abbassando i rischi.
«Il 5G rappresenta un punto di svolta epocale e le decisioni prese oggi avranno ripercussioni finanziarie e operative importanti
per le Telco. La GSM Association prevede che entro il 2025 ci saranno 1,1 miliardi di connessioni alla rete 5G, un’occasione
per il mercato ma anche per noi visto che per supportare al meglio questo processo è fondamentale disporre di adeguate infrastrutture
cloud, di virtualizzazione e di innovazione capace di generare nuove opportunità di business e nuovi servizi. Il nostro compito
e di rendere questo processo il più semplice ed efficace possibile», continua Gigantino.
D’altra parte il tema forte legato al cambio di paradigma che impone il 5G è quello di disporre una infrastruttura estremamente
versatile capace di poter gestire servizi alquanto eterogenei. Gestire una flotta di auto connesse, di droni che effettuano
consegne a domicilio, visite mediche da remoto, streaming video, macchine utensili pay-per-use e altro, richiedono caratteristiche
di rete molto diverse.
Il nodo della sicurezza.
Tra le novità ci sono anche le ultime versioni di VMware NSX-T Data Center 2.4 e NSX Cloud, che tra l’altro puntano ad offrire
livelli di sicurezza sempre più elevati. Proprio il tema della sicurezza rappresenta una delle sfide più difficili e cruciali
del prossimo futuro anche per l’azienda di Palo Alto. «La sicurezza è un argomento per noi essenziale, che assorbe una parte
consistente delle nostre attività di ricerca e sviluppo, come dimostra ad esempio l’impiego dell’intelligenza artificiale
recentemente introdotta per arginare ulteriormente le minacce informatiche” dice ancora Gigantino. Un approccio alla sicurezza
che VMware affronta in modo intrinseco a livello infrasttuturale rendendo possibile la protezione non solo della rete, ma
anche delle applicazioni, fino agli endpoint.

© Riproduzione riservata



Sorgente – ilsole24ore.com