Jeff Bezos non ha mai mezze misure. A fine 2017 diventato l’uomo pi ricco del mondo; poco pi di un anno dopo rischia di
perdere il titolo e di scivolare nella classifica dei Paperoni in seguito al clamoroso divorzio dalla moglie che si sta trasformando
in uno spinoso caso politico. E l’anno scorso entrato per la prima volta nella classifica dei grandi filantropi americani
finendo dritto dritto al primo posto.

A pubblicare la lista dei grandi benefattori il Chronicle of Philantropy che mette al primo posto la new entry, la coppia
(ormai ex) di Jeff e MacKenzie Bezos che ha donato l’anno scorso due miliardi di dollari tramite la fondazione”Day One Fund”.
Per decidere a chi destinare i fondi Bezos aveva lanciato un sondaggio via Twitter: alla fine i soldi sono stati destinati
ad associazioni di assistenza dei senza fissa dimora e a scuole pubbliche.


I Bezos hanno scalzato dal primo posto un’altra coppia hi-tech, Bill e Melinda Gates, che nel 2017 avevano destinato alla
beneficienza quasi 5 miliardi di dollari e che l’anno scorso hanno invece ridotto di gran lunga le donazioni a 138 milioni
di dollari, scivolando alla 12ima posizione, fondi destinati a progetti globali a favore della sanit e dell’istruzione.

Al secondo posto della classifica figura l’ex sindaco di New York Michael Bloomberg con donazioni per 767 milioni per cause
varie, all’interno di un programma specifico che prevede entro il 2019 1,8 miliardi per finanziare programmi di istruzione
per studenti. Sul terzo gradino c’ il fondatore di eBay Pierre Omidyar con la moglie Pam con donazioni triplicate a 392 milioni.

Tra gli altri grandi filantropi del settore hi-tech ci sono anche i coniugi Ballmer, ex Ceo di Microsoft con 295 milioni,
il cofondatore della stessa Microsoft Paul Allen scomparso in ottobre dopo aver comunque stanziato donazioni per 261 milioni,
e i coniugi Zuckerberg. Come i Gates, anche Marc Zuckeberg e Priscilla Chan hanno ridotto drasticamente il loro contributo:
l’anno scorso hanno finanziato la loro fondazione con 1,4 milioni di azioni Facebook, pari a circa 214 milioni di dollari.
L’anno precedente avevano messo sul piatto delle buone azioni ben due miliardi di dollari.

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Sorgente – ilsole24ore.com