Nonostante tutto qualche incrollabile ottimista rimane. Come Sonny Singh, Coo dell’operatore di pagamenti in criptovalute
BitPay, che ancora gioved si diceva sicuro che il bitcoin torner tra 15 e 20mila dollari per la fine del 2019. Con il bitcoin
non si pu escludere nulla, ma di questi tempi difficile essere cos fiduciosi. L’ultima settimana stata infatti di vera
passione per le criptovalute, a partire dal bitcoin, che ha perso quasi un terzo del suo valore in sette giorni, crollando ai minimi dall’ottobre 2017.

La criptovaluta pi famosa infatti crollata attorno a 4.400 dollari, dopo un tentativo di rilancio fino a 4.800, rispetto
alla fascia attorno a 6.400 in cui era rimasta da prima dell’estate, all’insegna di un’innaturale stabilit. In questi giorni
ha recuperato anche la sua tradizionale propensione alla volatilit, balzata di oltre il 400%. La capitalizzazione totale di bitcoin cos crollata a 75 miliardi di dollari, meno di un quarto dei 330 miliardi del dicembre scorso, quando le quotazioni avevano toccato il picco a un soffio da quota
20mila dollari.


La flessione del bitcoin stata una delle peggiori della sua storia, arrivata proprio in questo periodo a celebrare i dieci
anni, sempre caratterizzata dall’elevata volatilit, e ha trainato al ribasso l’intero comparto delle criptovalute, il cui valore complessivo sceso sotto i 140 miliardi, una frazione degli 800 circa
toccati a inizio anno
. Particolarmente fragile appare Ethereum, superata da Ripple come seconda criptovaluta per capitalizzazione, pagando lo scotto
delle vendite legate al ritiro o alla decadenza di diverse Ico, le offerte iniziali di valuta che utilizzavano proprio ether
come moneta di pagamento.

Tra le criptovalute maggiori le uniche che hanno mostrato una sostanziale tenuta sono le stablecoin, quelle legate a un valore esterno al mondo digitale, per lo pi il dollaro. A partire da Tether, la discussa criptovaluta
fissata alla parit con il dollaro, di cui si dubita che sia coperta da riserve in biglietti verdi. Lo stesso Dipartimento
alla Giustizia Usa ha aperto un’inchiesta contro la societ emittente del Tether, legata anche all’exchange Bitfinex, con l’accusa di aver manipolato il mercato.

L’accusa rischia di diventare particolarmente grave tenendo conto anche della crescente pressione da parte della Sec, che ha condannato gli operatori legati a due recenti Ico, sulla base della considerazione che si tratta di operazioni legate
a “securities”: l’authority finanziaria Usa conferma cos di ritenere che, a eccezione di bitcoin ed ethereum, le criptovalute
sono tutte strumenti equiparabili a securities e che quindi devono sottostare alle regole dei mercati tradizionali.


Insomma, lasciata alle spalle l’ondata speculativa dell’anno scorso che aveva dato vita a una bolla ingiustificata, il clima
attorno al settore cripto sembra tornato decisamente negativo. A rafforzare il clima di confusione e l’immagine di un mercato
dominato da pochi attori senza alcuna governance stata la nuova scissione nella famiglia di bitcoin, cosumata il 15 novembre.
Il Bitcoin Cash, nato ad agosto dalla biforcazione della blockchain di bitcoin per rendere pi efficienti le transazioni, si spaccato tra
BitcoinAbc e Bitcoin Sv, senza che fosse possibile comprendere le motivazioni reali del cambio di standard software.

Anche dal punto di vista tecnico le prospettive non sono rassicuranti. Per il momento la discesa si fermata in area 4.400
dove il supporto ha tenuto anche oggi, dopo un timido tentativo di rimbalzo. Ma se tale livello viene rotto al ribasso si
scende velocemente verso 3.500. E forse anche pi gi.

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Sorgente – ilsole24ore.com