Di poche parole, sorride a denti stretti e non abbassa mai la guardia. Davide Dattoli un bresciano atipico diviso tra lo
storytelling dello startupper di successo e un senso innato per gli affari tipico delle regioni del Nord Italia. Per dirla
in altro modo, la testa a San Francisco in Silicon Valley e il cuore nel bresciano. A 28 anni, il fondatore dello spazio
di co-working Talent Garden entrato nella lista degli under 30 pi influenti compilata da Forbes. Unico italiano tra
300 giovani innovatori di tutta Europa.


Di poche parole, dicevamo: Ringrazio Forbes per avermi selezionato e anche tutto il team di Talent Garden, ha scritto Dattoli
sul suo profilo Twitter. Stiamo cercando di creare un luogo in cui tutti gli ecosistemi possano incontrarsi, connettersi
tra loro e cercare di stare insieme, ha invece confessato a Forbes Dattoli.

Chi Dattoli. Ex consulente per la Condenast con un rimpianto (mi sempre piaciuta l’editoria…) Dattoli inizia la sua scalata proprio
a Brescia insieme a Lorenzo Maternini, il suo amico di sempre. Per capire infatti cosa e cosa diventer Talent Garden,
i due vanno”studiati” insieme. Una macchina da guerra il primo, pi diplomatico e rassicurante il secondo. Insieme partono da una idea: creare un luogo dove freelance, startup e professionisti possono lavorare insieme.
Siamo negli anni in cui prende piede in tutto il mondo il co-working. I pi smaliziati lo considerano un modo per fare pagare
affitti pi alti. I pi lungimiranti la casa dell’innovazione dal basso dei nuovi startuppers. Per diventare rilevanti per
bisogna avere muscoli e ambizione.

I due si muovono bene in coppia. Anche con la politica, ospitato da Maria Elena Boschi quando era sottosegretario durante il governo Renzi a Luigi Di
Maio, quando nel 2017 era candidato Premier. Per Dattoli per la priorit conquistare velocemente le dimensioni per potere contare. Una lezione che il giovane imprenditore ha imparato studiando i big della Silicon Valley. Ma restando con i piedi saldi
in Europa. Ci siamo resi conto che qui chi lavora nel digitale spesso un pioniere. Mancano professionisti che abbiano gi
lavorato in startup digitali e che aiutino quindi il processo grazie alla loro esperienza, ha dichiarato al Sole 24 Ore.
Tradotto, occorre fare presto e avere risorse per espandersi velocemente in Europa.

Il salto, quello vero, lo compie proprio tre anni fa. Arriva un aumento di capitale da 12 milioni di euro. Si trattato del pi grande round italiano del 2016, siglato con 500
Startups, uno dei pi grandi incubatori mondiali che ha sede a San Francisco. In questo aumento di capitale intervengono sotto
la regia di Tamburi Investment Partners, a sua volta era gi azionista al 25%, molti family office italiani, fra cui le famiglie
Angelini e Domp e i fondatori di Volagratis, MutuiOnLine, Alkemy ed Esprinet.


A ottobre Il bilancio 2017 si chiude con ricavi pari a 8,9 milioni di euro (oltre il doppio dell’esercizio precedente) e
con un margine operativo positivo. E sempre a ottobre Digital Magics, il business incubator quotato all’Aim che ha investito
subito nel giovanissimo bresciano, cede la met delle azioni incassando una plusvalenza di oltre 3,2 milioni di euro e restando
con una quota del 10 per cento.

Oggi Talent Garden conta 18 Campus in 6 paesi europei, gestisce 23 spazi e ha un team di 70 persone composto per oltre il
60% da donne.
Talent Garden viene valutata circa 80 milioni: post-money.

Occorre fare presto – ripete spesso ai suoi – perch all’estero le startup come noi hanno un accesso pi facile al credito
e, se diventano troppo grandi, non c’ spazio per nessuno. Lo dice senza abbassare mai lo sguardo. E senza rilassarsi mai.

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Sorgente – ilsole24ore.com