Procedendo per semplicificazioni possiamo dire che ci sono due internet. O meglio due idee di rete globale. La prima quella
cinese: si fa tutto con lo smartphone e tutto con poche, pochissime app, tipo WeChat. Molto efficiente e molto centralizzato
ma poi devi fare i conti con il Great Firewall, la muraglia digitale eretta nel 2003 dal governo cinese per “filtrare” i
contenuti pubblicati sul web. La visione che c’ dietro quella che conosciamo e che in Occidente viene sintetizzata senza
mezzi termini come la societ della sorveglianza globale.


E poi c’ il Web come stato immaginato dai padri fondatori: inefficiente, incasinato e poco mobile. Dove in teoria, nel
mondo delle idee, qualsiasi sviluppatore pu inventarsi una killer application. Ma nella realt delle cose i margini reali
per innovare sono sempre pi sottili e lo spazio digitale appare sempre pi colonizzato da grandi piattaforme digitali made
in California (Google, Facebook, Amazon ecc) che si prendono tutto lasciando le bricile ai pi piccoli. I due mondi, molto
lontani sul piano delle idee, convivono tutto sommato serenemante. Nel senso, che gli utenti pi smaliziati con Vpn, crittografia
e acquistando Sim all’estero possono ancora provare ad aggirare limitazioni e controlli.

Oggi per queste due “Terre di mezzo” rischiano di scontrarsi. Il campo di battalia il 5G. Parliamo delle reti mobili di
nuova generazione, nate con l’ambizione di rappresentare una nuovo “web”, pi veloce, pi efficiente e certamente pi amico
del business. E qui intendiamo quello che un tempo veniva definito l’”internet seduto” cio il web che arriva con il cavo
nato e pensato a cavallo tra gli Stati Uniti e l’Europa con ideali e orizzonti che oggi non ci sono pi. Anzi, possiamo dire
che per la prima volta la rete mobile si candida a superare quella fissa. Le potenzialit del 5G – pronto al suo esordio in
Italia a partire dal 2020 – consentiranno di connettersi a Internet a velocit superiori rispetto alle migliori tecnologie
fisse. Il che pone dei problemi di non poco conto.


La Cina e il 5G. Come sappiamo la Cina sul 5G punta a giocare il ruolo di principale fornitore di tecnologia. Parliamo appunto degli apparati
di telecomunicazione.Huawei dopo aver investito 20 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo diventato leader mondiale.
 accusata dall’amministrazione Trump di essere una sorta di cavallo di Troia per l’intelligence di Pechino. I timori
di spionaggio investono non solo Hawei ma anche la societ cinese di apparecchiature per telecomunicazioni Zte.

Trump e Huawei. Una delle cause legata alla nuova normativa approvata in Cina nel 2017, che impone alle organizzazioni e ai cittadini
cinesi di sostenere, cooperare e collaborare nel lavoro di intelligence nazionale. Ci ha scatenato timori che il governo
cinese potrebbe chiedere a Huawei di incorporare “backdoor” nelle loro apparecchiature che consentirebbero l’accesso a Pechino,
per scopi di spionaggio o sabotaggio


Perch il 5G diventato cos strategico. Va aggiunto che il 5G non una normale rete mobile a banda larga come stato il 4G. Per come stata progettata questo
network ad altissima velocit potrebbero diventare l’infrastruttura primaria del cosiddetto Iot o internet delle cose. Significa
che passeranno sul 5G droni, sensori, auto a guida autonoma, traffico, gestione dei rifiuti, riscaldamento e sicurezza.
Servizi e prodotti. Tutto ci che potr essere connesso.

La guerra di civilt. Per i manager pi sensibili della Silicon Valley il timore che il 5G sar la mossa da scacco matto della Cina nella corsa
all’intelligenza artificiale che vede i Paesi occidentali (e in particolari quelli europei) in svantaggio anche per una pi
stringente normativa a protezione dei dati e della privacy. Per i pi cinici la partita solo commerciale e se la giocheranno
comunque sempre e solo le grandi piattaforme cino-californiane. La scelta per gli “utenti internet” si ridurr insomma tra
acquistare i beni su Amazon (Usa) o su Alibaba (Cina). Per chi invece guardi ai fatti tecnologici dall’alto, l’attenzione
distinguere tra le categorie novecentesche delle guerre di civilt e gli interessi reali delle nazioni. Un mondo che appare
diviso in due schieramenti. Da una parte Stati Uniti ed Europa con differenze che conosciamo ma una visione liberale dello
sviluppo dell’economia della Rete. Dall’altra Cina e Russa che inseguono un governo politico delle tecnologie. La nuova
internet, quella del 5G, meno romantica ma pi strategica. Ha pi a che vedere con l’infrastruttura di una nuova economia
e meno con la libert di parola e democrazia. Come ogni nuova economia abilitata dalla rete richiede regole comuni e controllo
per evitare rendite di posizioni e asimmetria nell’informazione.

Ideologia e tecnologia. Trent’anni fa due politologi Olson e Hirshman avevano spiegato teoricamente che il materialismo dialettico non avrebbe retto
e che le tecnologie avrebbero rimpiazzato le ideologie. Se cos fosse, le due Terre di mezzo con l’avvento del 5G potranno
continuare a convivere ma con la serenit di Urss e Usa durante la Guerra fredda.

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Sorgente – ilsole24ore.com