Ha ricevuto personalmente dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il premio speciale Leonardo start-up, ma per trovare
finanziamenti ha dovuto abbandonare l’Italia trasferendo l’intera azienda in Israele. Antonello Forgione un medico di chirurgia
generale e oncologia mininvasiva dell’ospedale Niguarda di Milano: nel 2007 ha iniziato a progettare MILANO (Minimal Invasive Light Automatic Natural Orifice), un robot chirurgico compatto che permette di operare i pazienti senza lasciare cicatrici.


I sistemi robotici attuali sono ingombranti e molto cari, con prezzi che si aggirano sui 2,5 milioni di euro, mentre MILANO, concepito e realizzato per la chirurgia SPL e NOTES,
portatile, compatto e compatibile con le sale operatorie di tutti gli ospedali, oltre ad avere un costo accessibile.

Una tecnologia unica in Italia e un progetto di alto valore aggiunto – spiega Forgione – ma che non riuscito a trovare un serio e reale supporto finanziario da nessuna struttura del nostro
Paese, n pubblica n privata. In Italia infatti i pochi progetti supportati sono malfinanziati, spiega il medico, con contributi
largamente insufficienti e quindi inutili.


La fortuna del robot chirurgo si chiama Israele. Per cercare di valorizzare questa tecnologia nel 2010 ho frequentato il Global Executive Mba della Bocconi, dove ho incontrato
Avi Aliman, un imprenditore israeliano che diventato prima amico e poi socio. Nel 2012, assieme ad altri due ingegneri,
Forgione e Aliman fondano ValueBiotech, che ottiene dallo Stato di Israele finanziamenti per 1,1 milioni di dollari proprio
mentre dall’Italia avevamo ricevuto la notizia che erano terminati i fondi stanziati per supportare le startup con il programma
Smart&Start. Altri finanziamenti arrivano da un investitore cinese e dal Giappone, dopo l’esame del business plan e dei progetti
da parte di ben sei ingegneri.

Grazie ai fondi dello Stato israeliano, oggi ValueBiotech realt. La startup stata trasferita in un parco tecnologico vicino a Tel Aviv, con l’obiettivo di arrivare entro il 2020 a eseguire
interventi non pi a livello sperimentale ma in strutture ospedaliere reali, con pazienti veri. Il robot MILANO permetter
ai chirurghi di entrare nelle cavit del corpo umano laddove le malattie si sono sviluppate – sottolinea il medico italiano
– quindi rimuoverle e, al termine dell’intervento, non lasciare cicatrici visibili, dolorose e suscettibili di complicazioni.
Se non avessimo avuto una vocazione internazionale nel Dna, credo che il progetto si sarebbe arenato pesantemente fino a fallire.

Quanto a Tel Aviv, il territorio pieno di aziende innovative e di imprenditori – spiega Forgione – non l’Eldorado ma nettamente superiore all’Italia perch fornisce un sostegno reale,
non fatto di molte parole e pochi fatti. Lo Stato israeliano tra l’altro presente in azienda e monitora l’utilizzo dei suoi
finanziamenti, quindi non si tratta di soldi buttati, mentre nel nostro Paese i fondi sono pochi e maldistribuiti, quindi
sostanzialmente inutili. In Israele il panorama imprenditoriale e tecnologico cos dinamico che persino difficile trovare
manodopera qualificata, conclude Forgione. Anche se un ingegnere guadagna il quadruplo che in Italia.

© Riproduzione riservata



Sorgente – ilsole24ore.com