MAUI (Hawaii) – La notizia dell’arresto in Canada su richiesta americana di Meng Wanzhou, CFO di Huawei ed erede del fondatore del colosso delle telecomunicazioni cinesi, arriva nell’isola di Maui, Hawaii, durante la presentazione
della nuova generazione di processori Snapdragon dell’americana Qualcomm. Ma non scuote minimamente i dirigenti dell’azienda
di San Diego. Nessun commento, nessuna osservazione se non qualche riferimento indiretto alle tecnologie di Huawei durante
il lancio dei prodotti: “i nostri sono i migliori” e poco pi.


Se il presidente di Qualcomm Technologies, il brasiliano Cristiano Amon, e i suoi si chiudono in un no comment, le reazioni
pi interessanti sono quelle tra i 350 analisti e giornalisti internazionali convocati a Maui per assistere alla presentazione
delle nuove tecnologie. Il sentiment collettivo che l’arresto di Wanzhou segni un cambio di passo nelle relazioni tecnologie tra i due paesi, coinvolgendo le aziende. Anche se Carolina Milanesi, analista di Creative Strategies, getta acqua sul fuoco: Non penso
ci saranno effetti diretti nelle relazioni o nello sviluppo del 5G. Come sappiamo qui ci sono aziende cinesi che collaborano
con Qualcomm, accordi per il 5G in Cina, alleanze con produttori di tecnologie e di apparecchi, come Oppo, Vivo, Xiaomi, OnePlus:
metteranno tutti i chip Qualcomm nei loro apparecchi. L’arresto non penso che cambi niente.

L’opinione di Timur Sirt, analista tecnologico turco, differente: Cambier tutto, anche se non subito. Per possiamo aspettarci
uno strappo. Lo scontro infatti diventa frontale, tra cinesi e americani. E se Pechino viene coinvolta, possiamo aspettarci
altri sviluppi. Pechino far pressioni sulle altre aziende cinesi perch rimettano in discussione gli accordi con gli americani?
possibile. Il 5G una tecnologia delicata, ancora nella sua infanzia, molto deve essere fatto per svilupparla adeguatamente.
Basta poco perch i tempi si dilatino oltre l’orizzonte del 2019-2020.


Per molti giornalisti e analisti il problema non tanto di sicurezza o spionaggio ma pi palesemente di guerra commerciale:
Huawei ha superato Apple come produttore mondiale di telefonini (davanti c’ Samsung), e mira a superare anche Qualcomm come
produttore di chip, la componente a pi alto valore aggiunto degli smartphone e computer. Secondo Milanesi, il tentativo
che sta facendo adesso negli Usa con i personal computer, i quali basati su Windows “portano una maggiore idea di sicurezza
per gli utenti”, ma non ha nessuna chance nel mercato delle infrastrutture di rete. Gli americani sono determinati a farla
fuori non solo nelle reti governative ma anche nelle telco Usa e dei paesi amici, le fa eco Steven Bochko, analista britannico.


L’arresto viene percepito come una mossa politica, un uso della magistratura pilotato forse dalla politica. Oppure no. una storia di business – dice Pavel Kushelev, analista russo – non di politica. E neanche di spionaggio, non c’entra
Echelon o la possibilit di creare degli apparati ”insicuri“. La realt che nessuno vuole dire che quelli di Huawei sono
i pi grandi spioni di tecnologie della storia: tutti lo fanno, da sempre, ma loro lo hanno portato a un livello industriale.
Non mai stato un problema finora, ma adesso lo diventato. E lo scontro con l’America diventato sistemico.

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Sorgente – ilsole24ore.com