Arrestato in Polonia un dirigente di Huawei con l’accusa di spionaggio. Lo riportano i media polacchi a poche settimane dall’arresto
in Canada di Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese della telefonia. Nel caso dell’arresto eseguito in Polonia,
invece, le accuse vertono direttamente sul sospetto che il governo cinese possa aver utilizzato le tecnologie di Huawei come
uno strumento per lo spionaggio, una tesi sostenuta da tempo dal governo di Washington. Per il gigante cinese nel mirino
di Trump e dell’amministrazione Usa una nuova tegola che rende ancora pi tesi i rapporti della multinazionale con l’occidente.

Secondo l’intelligence statunitense i dispositivi di Huawei Technologies nasconderebbero backdoor e software al servizio
del Governo cinese per rubare informazioni. Attualmente, va precisato, nessuna prova stata prodotta pubblicamente e l’azienda
ha ripetutamente negato le accuse. Tuttavia, l’arresto di venerd 11 gennaio dimostra quanto l’azienda sia ormai entrata
nel mirino non solo dei governi ma anche delle polizie europee e americane. Il canale televisivo polacco TVP afferma che
i servizi di sicurezza hanno perquisito gli uffici locali di Huawei, cos come gli uffici della societ di telecomunicazioni
Orange Polska. Il ministero degli Esteri cinese ha detto di essere molto preoccupato per quanto accaduto e ha esortato
la Polonia a gestire il caso con criteri di giustizia. Mentre per ora non c’ alcuna reazione ufficiale da Huawei.


L’escalation. A dicembre, Meng Wanzhou, figlia del fondatore del colosso cinese della telefonia, stata arrestata in Canada sulla base
di un mandato di arresto degli Stati Uniti che ne hanno chiesto l’estradizione. L’alto dirigente era oggetto di un’inchiesta
che riguarda la violazione delle sanzioni americane contro l’Iran. L’arresto gener forti tensioni con la Cina in un momento
in cui Washington e Pechino sono impegnate in un commercio pi ampio guerra.

Nel mirino i gruppi tech cinesi. I timori di spionaggio investono non solo Hawei ma anche la societ cinese di apparecchiature per telecomunicazioni Zte.
Una delle cause legata alla nuova normativa approvata in Cina nel 2017, che impone alle organizzazioni e ai cittadini cinesi
di sostenere, cooperare e collaborare nel lavoro di intelligence nazionale. Ci ha scatenato timori che il governo cinese
potrebbe chiedere a Huawei di incorporare “backdoor” nelle loro apparecchiature che consentirebbero l’accesso a Pechino, per
scopi di spionaggio o sabotaggio. La Norvegia ha detto venerd che sta valutando se aderire ad altre nazioni occidentali escludendo
Huawei dalla costruzione di una parte della nuova rete di telecomunicazioni 5G del paese.

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Sorgente – ilsole24ore.com