L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno trasformando il mondo del lavoro. E si parla sempre più spesso di come le professioni del futuro saranno
diverse da quelle di oggi. In molti si chiedono quali lavori spariranno, e quali altri – ad oggi sconosciuti – diventeranno
fondamentali.

Da qualche giorno è stata pubblicata una ricerca dell’americana Cognizant, società focalizzata sul futuro del mondo del lavoro.
Un whitepaper che, di fatto, prova a scoprire le carte, analizzando le tendenze e proiettandosi nel futuro. Ne esce fuori
un quadro molto articolato di quelle che saranno le nuove professioni che emergeranno nel prossimo decennio.


«Il lavoro sta cambiando a causa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, ma non scomparirà. – è scritto nella ricerca
– Sulla base delle principali tendenze macroeconomiche, politiche, demografiche, sociali, culturali, commerciali e tecnologiche
oggi osservabili, proponiamo 21 nuovi professioni che emergeranno nei prossimi 10 anni e diventeranno le pietre miliari del
futuro del lavoro».

Cognizant, ha posizionato questi 21 nuovi “mestieri” su una linea temporale di 10 anni e secondo la loro “centralità tecnologica”. Vediamone qualcuno, a partire dal Data Detective, cioè l’investigatore dei dati, che è colui che analizza i dati organizzativi di un’azienda, producendo risposte aziendali
significative e consigli basati sull’analisi delle informazioni. Una professione non molto lontana dal data scientist, col
quale si troverà a lavorare a stretto contatto con questi (ma il data detective ha maggiori doti investigative e di ricerca).

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Di rilievo anche la figura del Data Trash Engineer, una specie di analista dei dati spazzatura prodotti da aziende e consumatori, alla ricerca di qualcosa di buono. C’è poi
Ethical Sourcin Officer, colui che aiuta l’azienda a realizzare i propri obiettivi etici e perseguire responsabilità sociale
e sostenibilità, in relazione alle forniture aziendali, come ad esempio l’acquisto di energia, l’acquisto di componenti, macchinari,
materie prime.

Il manager che avrà in mano lo sviluppo del business all’interno di un’azienda che sviluppa prototipi basati sull’intelligenza
artificiale si chiamerà, invece, Artificial Intelligence Business Developmente Manager, e avrà rapporti strettamente legati all’area del marketing, e in sostanza è colui che definisce e sviluppa programmi mirati
allo sviluppo del business di questo settore.

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E cosa dire del Walker/Talker? È colui che in futuro, grazie a piattaforma di connessione simili a Uber, risponderà alle richieste di compagnia (per una
passeggiata) o di ‘conversazione’ delle persone. Un lavoro del futuro per il quale non sono richieste particolari competenze
tecniche.

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Richiede ampie skills, invece, il Cyber City Analyst, colui che garantirà la la sicurezza, la protezione e la funzionalità delle nostre città relativamente agli aspetti digitali.
Meno gravoso, invece, il compito del Fitness Commirment Counselor, una sorta di evoluzione di un personal trainer. Si tratta di una figura capace di fornire sessioni di coaching e consulenza
per migliorare il benessere della persona e seguire i progressi attraverso l’uso di dispositivi wearable. Ma i wearable entrano
anche in un altro lavoro del futuro, quello dell’AI-Assisted Healthcare Technician, una specie di infermiere in grado di utilizzare strumenti digitali basati su intelligenza artificiale per poter assistere
pazienti in remoto. Un nuovo lavoro strettamente connesso all’industria 4.0 sarà invece quello del Man-Machine Teaming Manager, la figura che andrà ad occuparsi della miglior combinazione lavorativa fra uomo e robot, in modo da trovare il giusto mix
di competenze umane e artificiali. Mentre in ambito bancario troverà spazio il Financial Wellness Coach, una sorta di personal banker ma con funzioni meno commerciali e più finanziarie.

Ma l’analisi di Cognizant offre un quadro veramente variegato, e fra le professioni del futuro troviamo anche i Digital Tailor (i sarti digitali andranno a casa dei clienti al dettaglio per perfezionare la vestibilità e la finitura dei loro abiti ordinati
tramite e-commerce), il Virtual Store Sherpa (il personal shopper che tutti vorrebbero, umano e che aiuta le persone nei loro acquisti all’interno degli enormi, centri
commerciali virtuali, come Amazon), il Personal Data Broker (che si occuperà degli scambi di dati e della loro commercializzazione per conto dei clienti), e il Personal Memory Curator, una figura che si prenderà cura della memoria delle persone. Un modo per aiutare gli anziani a combattere la perdita di
memoria, ricostruendo parti di questa memoria in ambienti virtuali da ‘far vivere’ a queste persone.

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Sorgente – ilsole24ore.com