Dal datacenter alla cybersecurity gi gi fino a fonti rinnovabili pi efficienti ai sensori intelligenti per monitorare la
qualit dell’aria. L’innovazione scorre lungo tutta la rete di distribuzione dell’energia partendo dalle aule universitarie.
Sono dieci, lungo l’intera filiera energetica, i progetti innovativi selezionati nella terza edizione di Next Energy, la call for ideas promossa da Terna e Fondazione Cariplo svolta a Milano nei giorni scorsi.

I progetti selezionati accederanno a un programma di empowerment imprenditoriale e di incubazione a cura di Cariplo Factory, della durata di tre mesi, diffuso su tutto il territorio nazionale.
Tra i requisiti richiesti un livello di technology readiness level compreso tra 2 e 5 e almeno un componente del team con meno di 35 anni. Al termine del periodo di incubazione, a maggio,
la giuria premier il progetto pi promettente con un voucher di 50.000 euro in servizi di accelerazione e go to market.


Open innovation necessaria

Abbiamo ampliato le aree di interesse di questa edizione di Next Energy – spiega Catia Bastioli, presidente di Terna, soddisfatta
per il raddoppio delle candidature, ma anche per la qualit delle proposte – con la consapevolezza che la protezione e
il sostegno del territorio rappresentino il driver fondamentale della sostenibilit a supporto della grande transizione energetica
in atto verso le fonti rinnovabili, che si concretizza in un sistema diffuso composto di tanti punti di produzione e di consumo,
a volte coincidenti nella figura del prosumer. In questa chiave abbiamo bisogno di reti superintelligenti in grado di monitorare
in continuo il sistema e di leggere i numeri e la forma del dispacciamento.

Da questo putno di vista l’intero settore energetico tra i pi avanzati nel ricorso all’open innovation, alla ricerca di un’innovazione diffusa: una strada necessaria: anche le grandi imprese non possono pi permettersi di
fare da sole, hanno bisogno di quell’innovazione che non trovano al loro interno – prosegue Bastioli -. Il nostro obiettivo
creare una community, un ecosistema che ci permetta di avere a portata di mano soluzioni che possano risolvere i problemi
e contribuire alla gestione della rete. Arrivando anche a coinvolgere le comunit locali, indispensabili per realizzare interventi
condivisi che evitino tensioni continue.

I conti del climate change

D’altra parte le tecnologie corrono a ritmi troppo veloci offrendo soluzioni sempre nuove per poter offrire servizi su misura
del consumatore. E anche l’ambiente cambia e un’azienda come Terna, che gestisce un’infrastruttura fisica, si trova a dover
fare i conti con una insolita frequenza dei fenomeni estremi attribuibili al climate change. In un mondo che deve quindi fare i conti quotidianamente con la sostenibilit e l’efficienza energetica.


Tra i progetti selezionati ci sono quindi classiche soluzioni di maggior efficienza delle rinnovabili: Solqube ha sviluppato
pannelli solari portatili in 3D con superfici riflettenti, Vt Energy Innovation unisce la tecnologia fotovoltaica a concentrazione
con un nuovo concetto di inseguimento solare, Windcity ha prodotto una turbina a geometria variabile in grado di adattarsi
alle variabilit della natura, mentre Creon ha progettato un sistema di illuminazione autosufficiente dal punto di vista energetico
grazie a celle a combustibile microbiologiche.

BlockIt punta a cambiare la concezione del datacenter come struttura altamente energivora riutilizzando il calore dissipato
tramite teleriscaldamento e Cryptolab ha sviluppato una tecnologia per permettere di criptare i dati nei trasferimenti online.
In materia di dati Weedea sfrutta machine learning e data mining per il monitoraggio statico e dinamico di edifici e infrastrutture, tenendo anche conto del climate change.

Poi alla fine della catena rimane il tema cruciale dell’inquinamento. Per una societ come Preinvel con una tecnologia di
filtraggio per ridurre le emissioni di polveri e inquinanti, ce ne sono altre concentrate sul monitoraggio dell’aria fin dentro
casa. Il sensore di Nexus Qubee misura la qualit dell’aria indoor tenendo sotto controllo particelle e CO2 e il vaso smart di Wisair in grado di controllare l’aria con un sensore alimentato dall’energia chimica in eccesso rilasciata
dalle radici della pianta.

© Riproduzione riservata



Sorgente – ilsole24ore.com