Un’impresa impossibile da realizzare, gli dicevano. Eppure Paolo Santoprete, imprenditore gelatiere 43enne, non si mai arreso.
Oggi a capo dell’Antica Gelateria Matteo, azienda artigianale alla terza generazione, aperta dal nonno della moglie. Paolo
ha pensato vent’anni fa di vendere online il gelato grazie al ghiaccio secco. Il primo test del 1999. Un ecommerce prima
dell’e-commerce: Iniziammo quasi per scherzo e arrivarono i primi ordini. Oggi Antica Gelateria Matteo tra stabilimento
e punto vendita conta 25 collaboratori per un fatturato di oltre un milione di euro e ogni anno produce 60mila chili di gelato
in vaschetta e 180mila chili di fruttini gelato. la nostra specialit: frutta ripiena di gelato, ovvero frutta fresca svuotata
e riempita di gelato fatto con la stessa polpa del frutto. Lo stabilimento a cinque chilometri da Baronissi, nel salernitano:
quattrocento metri quadrati di laboratorio in open space con produzione propria e celle di stoccaggio della merce.

Il team di Akhet con Claudia De Davide (al centro seduta)

A ripensare il proprio lavoro stata anche Claudia De Davide, 45enne archeologa a capo di Akhet. Dalla Valle d’Aosta col
team di archeologi studia la terra per capire il passato, ma adottando le tecnologie del futuro, quelle che consentono analisi
predittive. Perch questi professionisti negli scavi adottano scanner, droni, software: Applicando metodi statistici si pu
ridurre l’impatto ambientale, concentrando l’intervento dove ne vale davvero la pena.

Valentina Bellomo di Classe1978Lab, che da Montefalco rid vita al vecchio legno

Competenze verticali che vanno oltre il tempo, rendendo contemporanei i mestieri del passato. A Torino la 30enne Paola Fagnola
ha ripensato la legatoria di famiglia nata nel 1955 nel centro storico. Ad eccezione del pap la squadra al femminile ed
composta da una decina di professioniste. La bottega si sviluppa su due sedi e il laboratorio di trecento metri quadrati:
Non si tratta di uno spazio buio e polveroso, ma di un luogo importante per lavorare e anche per incontrare. Qui si organizzano
workshop e in questo modo il dialogo col cliente si trasferisce dalle piattaforme digitali a quelle fisiche. E la legatoria
diventa un luogo di confronto con la comunit.

Alberto Guerrieri con i figli nei terreni dell’Azienda Agraria Guerrieri, nelle Terre Roveresche (Pesaro-Urbino)

Perch in fondo nella rete territoriale, che diventa anche virtuale, la chiave per interpretare queste imprese dei wwworkers
disseminate per tutta Italia. Si tratta di artigiani e piccoli imprenditori che ripensano il made in Italy grazie alle tecnologie.
E cos la vendita diventa grande quanto il mondo intero perch verticalizza l’offerta, segmenta la clientela, specializza
le competenze, operando per nicchie ad alto valore aggiunto. Le grandi aziende dovranno ripensare il modo di lavorare e trasformarsi
guardando a queste piccole e agili realt, ha dichiarato poche settimane fa al Financial Times Matthew Meacham di Bain &
Company. Ecco allora botteghe, sartorie, laboratori che puntano sull’unicit e sulla territorialit, promuovendosi ovunque
grazie a rete e social media. Sono i global microbrand, secondo la definizione coniata dal pubblicitario inglese Hugh MacLeod. Radici sul territorio, arrivando dappertutto.

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Sorgente – ilsole24ore.com