Una rampetta leggera e a basso costo per permettere ai disabili di entrare nei negozi, un braccialetto che integra tutti i
dati sanitari, un gioco di realt virtuale per i bambini oncologici. l’ascesa della salute collaborativa, una tendenza
nata dal basso che mette assieme tecnologie e bisogni, tenendo la persona al centro. Che si tratti di app, di device o di
processi di co-design con gli utenti, questi sistemi migliorano la cura e innovano il sistema della sanit, secondo il report
La cura che cambia, che sar presentato oggi a Milano da Nesta Italia che offre anche una serie di raccomandazioni a policy
maker, aziende e terzo settore.

L’approccio della Salute Collaborativa, testato per la prima volta nel Regno Unito dall’Health Lab di Nesta, di cruciale
importanza per migliorare la salute e il benessere dei cittadini e far fronte ad alcune delle pi rilevanti sfide del sistema
sanitario e di welfare nazionale – spiega Marco Zappalorto, direttore esecutivo di Nesta Italia – L’emergere della Salute
Collaborativa non sostituisce il sistema socio-sanitario formale, n riduce le responsabilit delle istituzioni pubbliche
preposte alla tutela della salute individuale e collettiva; al contrario, si pone in modo sinergico e complementare, mirando
all’integrazione e alla trasformazione dei servizi esistenti, tramite l’introduzione di nuove pratiche e culture utili al
suo rafforzamento.

Le pratiche censite da Nesta Italia – con il supporto di Unicredit, Lama e WeMake – sono molto differenti tra loro ma accomunate
da una serie di fattori: La centralit della persona e dei suoi bisogni, la sua responsabilizzazione e il coinvolgimento
attivo, e la valorizzazione di dinamiche collaborative a vari livelli, tra medici e pazienti, tra pazienti affetti dalla stessa
patologia, tra professionisti, caregiver o membri di una certa comunit, si legge nel report.

App e device

Tra i tanti esempi, Tommi utilizza la realt virtuale per migliorare l’esperienza dei bambini negli ospedali, mentre Bimbe
dagli Occhi Belli si rivolge alle bambine affette da una malattia rara per supportare l’inclusione sociale favorendone la
comunicazione. E ancora Amyko utilizza la tecnologia per rendere pi accessibili e integrati i dati sanitari del cittadino,
in modo da migliorare l’autogestione della propria salute e facilitare di conseguenza l’assistenza medica. Trillio un device
che ricorda ai pazienti cronici e agli anziani di prendere le loro medicine e pu essere configurato anche a distanza, Dianax
un dispositivo che permette alle persone con diabete di eseguire test del sangue accurati direttamente da casa, dando la
possibilit di vedere i risultati sullo smartphone in modo semplice e immediato.

People and community

Si tratta di innovazioni sociali che valorizzano le competenze dell’individuo e la forza della comunit per promuovere la
salute attraverso soluzioni inclusive, accessibili e abilitanti. Tre esempi significativi che includono il Centro Sociale
Residenziale di Lastra a Signa, esperienza storica di inclusione degli anziani attraverso la comunit; il Progetto Itaca,
che favorisce un nuovo approccio alla cura di persone affette da disturbi della salute mentale basato sulla condivisione di
esperienze e il coinvolgimento diretto del malato, della famiglia e dei pari;e il Progetto Escapes, che rappresenta un’esperienza
di Community Health Educators (in italiano Educatore di Salute di Comunit) pensata per le comunit migranti in Italia. Altre
esperienze comprendono la medicina narrativa di Digital Narrative Medicine e l’esperienza pionieristica del Club Innovatori
Sanit Km0, community promossa dal Consorzio Arsenl per la co-progettazione di app e servizi digitali in sanit da parte
di professionisti e cittadini/utenti.

Open care

Questa area di Open care accoglie quei progetti che favoriscono approcci e strumenti in grado di aprire processi di creazione
e distribuzione di soluzioni dal basso nel settore della cura. Per esempio il progetto Open Rampette a Milano nato dal bisogno
di dare risposta all’accessibilit ai disabili nei negozi, peraltro sancita da un regolamento comunale. Il problema a monte
era complesso. Da un lato, la procedura per fare richiesta della rampetta temporanea era troppo complicata, dall’altro le
persone con disabilit non sapevano come avvisare gli esercenti della loro presenza al di fuori del negozio per collocare
la rampetta. Il fablab WeMake e il Comune di Milano hanno collaborato alla realizzazione di una sperimentazione nel quartiere
Isola al fine di riunire esercenti, maker e persone con disabilit in laboratori di co-progettazione di soluzioni a basso
costo per migliorare l’accessibilit dei negozi di quel quartiere.
Nei laboratori curati da WeMake, si lavorato alla definizione di un sito che guida il commerciante nella compilazione e
invio dei documenti per comunicare e validare la presenza di una rampa. Una seconda soluzione ha previsto un sistema di chiamata
per la persona disabile composto da un campanello personalizzato con uno sticker che permette di identificare il progetto
“Open Rampette” negli esercizi commerciali. Premendo il campanello, la persona con disabilit richiede assistenza al negoziante.
Inoltre un’app notifica alla persona con disabilit motorie quando si trova nei pressi di un negozio accessibile e permette
di suonare il campanello di chiamata tramite smartphone. Infine un ricevitore del campanello che notifica, con luce, suono
o vibrazione,
il negoziante della richiesta di assistenza.

Tra gli altri esempi SopraSotto, l’asilo autogestito con mobilio open source; TooWheels, la sedia a rotelle sportiva che pu
essere realizzata in un fablab; Casa Lab, la casa con soluzioni di domotica open.

Raccomandazioni per policy maker, imprese e terzo settore

Infine Nesta Italia fa un lungo elenco di raccomandazioni rivolte al sistema sanitario, ai policy maker, alle imprese, agli
innovatori e al terzo settore.
Nella consapevolezza che la Salute Collaborativa richiede un salto di qualit nella condivisione e scambio delle informazioni
tra diversi attori, un
coordinamento delle iniziative dentro e fuori dal sistema sanitario e sociale, un
impegno nella formazione olistica degli operatori, un lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone e delle comunit.
Una sfida fondamentale, trasversale a tutti i livelli e gli attori coinvolti, riguarda l’impiego delle nuove tecnologie, in
particolare le tecnologie 4.0 che mostrano grandi potenzialit per la salute ma richiedono una riflessione e un impegno pi
profondo per essere valorizzate come reali strumenti di empowerment. In questo senso, la ricerca ha evidenziato la necessit
di affiancare all’innovazione tecnica e tecnologica in atto anche il coinvolgimento attivo degli utenti e di tutti gli attori,
per rendere le soluzioni tecnologiche pienamente usabili, efficaci e accessibili per garantire la loro integrazione e sostenibilit
all’interno dei sistemi di welfare.

Marco Zappalorto parler di salute collaborativa sabato 27 ottobre agli Open Innovation Days, organizzati da Nva24 Il Sole 24 Ore e Universit di Padova.

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Sorgente – ilsole24ore.com