QuicklyPro, 3 fisioterapisti per la startup che aiuta a camminare

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QuicklyPro, 3 fisioterapisti per la startup che aiuta a camminare
Aiutare i propri pazienti a fronteggiare i problemi di salute legati all’et che avanza rientra nei compiti di tutti i professionisti sanitari. Non altrettanto dedicarsi alla ricerca di metodi innovativi come hanno scelto di fare tre giovani fisioterapisti di Bergamo dalle cui ricerche nato un dispositivo indossabile che aiuta i pazienti con malattie neurodegenerative a camminare meglio. “Come fisioterapisti – racconta Niccol Sala co-fondatore della startup QuicklyPro assieme a Manuel Rocco e Francesco Rusnati – viviamo ogni giorno le problematiche dei nostri pazienti e tra loro c’era Susanna: una donna colpita dal Parkinson che presentava i classici disturbi della deambulazione tipici della malattia, che le impedivano di avere contatti con le altre persone, poich non usciva di casa per timore di cadere”. Per migliorare l’autonomia di Susanna, Niccol e soci hanno quindi iniziato a sperimentare nuovi sistemi, compresi gli stimoli visivi la cui validit, spiega il fondatore, “ gi documentata in letteratura medica”. “Abbiamo provato – continua – a disegnare delle impronte sul pavimento e abbiamo visto che Susanna, calpestandole, migliorava la propria deambulazione. Da questa intuizione nato Q-Walk”.

La startup, anche grazie al supporto dell’Incubatore d’imprese di Bergamo, ha creato un dispositivo indossabile che, posto appena sotto il ginocchio, emette delle tracce luminose che aiutano i pazienti colpiti da malattie neurodegenerative a ridurre i problemi di deambulazione e quindi anche il rischio di cadute. “Attualmente – spiega Sala – abbiamo creato un prototipo che stiamo sperimentando in una struttura privata di Bergamo su un gruppo di pazienti malati di Parkinson i cui medici ci stanno dando feedback molto positivi”. Finita questa fase, la startup conta di mettere il prodotto sul mercato verso il mese di settembre, distribuendolo all’inizio solo alle strutture sanitarie e ospedaliere, e successivamente anche alla clientela privata. “In questo modo tutti i pazienti potranno affiancare all’attivit riabilitativa fatta con un professionista, anche degli esercizi in autonomia che per verranno monitorati e analizzati grazie a un’applicazione collegata al dispositivo”. La startup punta infatti a realizzare anche una app capace di raccogliere i dati prodotti dal paziente durante l’esercizio e di trasformarli in informazioni a disposizione dei medici curanti che in questo modo potranno conoscere i progressi del proprio assistito, o le eventuali ricadute e ricalibrare cos costantemente la terapia sulle singole necessit. “Le patologie neurodegenerative – spiega lo startupper – non hanno una cura ma migliorare le condizioni di vita dei pazienti tramite l’esercizio possibile. Con Q-Walk puntiamo a offrire questa possibilit a tutti, comprese le persone che non possono permettersi un supporto costante”.

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Sorgente – ilsole24ore.com

2018-06-01T14:12:21+00:001 giugno 2018|Feed Il Sole 24 Ore|0 Commenti

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