Riparte la matematica procedurale di No Man’s Sky. Il passato e il nuovo futuro

/Riparte la matematica procedurale di No Man’s Sky. Il passato e il nuovo futuro



Due anni fa, nell’agosto del 2016, usciva un gioco che in un colpo solo avrebbe cambiato radicalmente il rapporto tra sviluppatori
e pubblico. Lo stesso gioco, chiamato No Man’s Sky, oggi torna alla ribalta grazie a una nuova versione che ne migliora ogni
singolo aspetto, per fare pace con i tanti delusi, per permettere ai non pochi appassionati di continuare a viaggiare per
il suo acidissimo universo in una nuova lisergica deriva, e per chiamare a s per la prima volta l’utenza Xbox che fino ad
ora non ha mai avuto l’opportunit di giocarci.
Gli errori che hanno portato No Man’s Sky a divenire sinonimo di grande delusione – il nuovo No Man’s Sky?, si chiede
oramai di un gioco destinato a non sopravvivere alle altissime aspettative del pubblico – non sono soltanto comunicativi.

La cronaca. Il gioco di Hello Games (minuscola software house di Guildford, Inghilterra) infatti prima di tutto vittima di se stesso,
della sua grande idea di fondo: creare e mettere a disposizione della curiosit dei giocatori un universo da 18 quintilioni
di pianeti totalmente creato attraverso la matematica procedurale, quindi potenzialmente infinito, quindi potenzialmente sempre
diverso. No Man’s Sky, anche per colpa delle sue innegabile mancanze, venne accolto da Internet con la ferocia tipica di una
comunit protetta dall’anonimato, di cui oggi anche attraverso la cronaca nazionale conosciamo tristemente la forza. Hello
Games rispose agli attacchi entrando in silenzio stampa e iniziando a lavorare a No Man’s Sky per renderlo migliore e sempre
pi simile a quel gioco che effettivamente la software house non era stata del tutto in grado di trasformare in realt.
Come l’espansione? L’espansione Next uscita in questi giorni la pi grande tra quelle sviluppate da Hello Games in questi due anni, e rappresenta
a tutti gli effetti quel rilancio di cui il gioco aveva bisogno per continuare a crescere anche in futuro. La struttura di
No Man’s Sky rimasta intatta: il giocatore interpreta sempre un anonimo viaggiatore che si risveglia su un altroquando alieno,
a pochi metri da un’astronave da riparare. Ora per possibile farlo anche insieme ad altri amici, o incontrandone casualmente
altri sulla propria strada: il multiplayer una novit che permette a No Man’s Sky di abbandonare (finalmente?) il viaggio
fine a se stesso per abbracciare regole pi ludiche, tangibili, attirando a s anche chi non mai rimasto affascinato dagli
studi di Alber Hoffman, gli scritti di William Burroughs e le varie Lucy in the sky with diamonds che si sono alternate negli
impianti stereo di svariate generazioni. Se il sogno rappresentato da No Man’s Sky sempre stato presente fin dall’inizio,
il gioco pu dirsi ultimato soltanto ora che la sua affascinante matematica creazionista (e il divino in questo caso ha base
in Inghilterra) stata ampliata e perfezionata insieme alle sue logiche di gameplay. Ma certo l’esperienza audiovisiva
quella che ancora una volta rapisce la mente e l’anima per prima: No Man’s Sky arriva persino a stordire con le sue galassie
cromatiche, i suoi brandelli narrativi che sembrano usciti da un libro di Robert Sheckley e la miriade di pianeti che non
possono non ricordare gli universi ritratti da artisti come Carlo Fruttero e Karel Thole in oltre 60 anni de I Romanzi di
Urania.

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Sorgente – ilsole24ore.com

2018-08-09T18:30:09+00:009 Ago 2018|Feed Il Sole 24 Ore|0 Commenti

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