Primo via libera alla norma – come emendamento al decreto Semplificazioni, ora al Senato – che inserisce per la prima volta
nel nostro ordinamento le “tecnologie basate su registri distribuiti come la Blockchain” e una definizione di smart contract.
Il primo aspetto “la possibilit di dare un valore giuridico a una transazione che sfrutti un registro elettronico distribuito
e informatizzato, senza passare da notai o enti certificatori centrali”, spiega Fulvio Sarzana, avvocato e membro del team
degli esperti blockchain avviato dal ministero dello Sviluppo economico.

La norma sullo smart contract invece d a un contratto eseguito in automatico da un programma informatico il valore giuridico
di un contratto normale, scritto e firmato, aggiunge Sarzana.

L’emendamento stato approvato ieri dalle commissioni Affari costituzionali e lavori pubblici del Senato, primo firmatario
Stefano Patuanelli (M5S). L’iter ora prevede il passaggio del decreto in Aula e poi alla Camera. Dopo che il decreto sar
stato convertito in legge, infine, l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) entro 90 giorni individuer gli standard tecnici
che i documenti informatici gestiti in questo modo devono rispettare affinch abbiano valore giuridico effettivo.
Gli effetti saranno molteplici, secondo gli esperti.


Baster mandare (con un servizio digitale) un documento a un registro informatico distribuito blockchain e lo renderemo un
‘super documento’ in grado di rivestire il ruolo di validazione temporale, di documento scritto e di identificazione delle
parti – spiega Sarzana -. Sar utile per esempio per registrare un’opera soggetta al diritto d’autore o per certificare i
passaggi di filiera di un prodotto dell’agro-alimentare; proteggendo cos il made in Italy, anche ai fini di anti-contraffazione.
Secondo la norma, infatti, il registro distribuito baster a certificare la data in cui quella transazione avvenuta; laddove
invece ora avremmo bisogno di un notaio o di una Pec.

un passaggio importante che l’Italia riconosca la piena validit giuridica delle transazioni operate su tali registri distribuiti
e la capacit degli smart contract di soddisfare il requisito della forma scritta, aggiunge Marco Scialdone, avvocato e docente
all’universit Europea di Roma. Questo significa – prosegue – che sar possibile regolare attraverso uno smart contract su
blockchain tutte quelle casistiche per le quali la legge richiede oggi che si debba procedere con un atto da farsi per iscritto.
Avremo contratti che saranno conclusi ed eseguiti direttamente da macchine sulla base di ci che scritto nel loro codice
informatico e a ci l’ordinamento riconoscer pieno valore.

Si pensi ad esempio a un contratto di affitto di un immobile: potr diventare esecutivo in automatico, con un programma informatico,
che pure potr prelevare – sempre in automatico – l’importo dal conto corrente dell’affittuario, aggiunge Sarzana.

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Sorgente – ilsole24ore.com