Bungie, la software house di videogiochi che ha sivluppato titoli come Halo e Destiny, ha deciso di dividersi dal suo editore
Activision, il più grande publisher statunitense. «Dopo otto anni di successi – si legge nel loro Blog – vorremmo ringraziare
Activision per la partnership su Destiny. Con la nostra straordinaria community di Destiny, siamo pronti a pubblicare da soli,
mentre Activision aumenterà il loro focus su progetti IP di proprietà». Come dire, grazie di tutto ma ognuno per la sua strada.
Quando parliamo di Destiny parliamo di uno delle più grandi scommesse videoludiche di questi anni. Un investimento stimato
in 500 milioni di dollari per quattro giochi in 10 anni con l’ambizione di creare il primo mondo permamente digitale ludico
(Mmo) su console. La promessa quindi era quella di un gioco in continua evoluzione, capace di generare cassa anche attraverso
aggiornamenti, espansioni, micro-transazioni online. Il progetto ha avuto alti e bassi, la comnità di giocatori è rimasta
delusi da alcune espansioni. Teniamo conto che il primo capitolo di Destiny è stato pubblicato a settembre 2014


Per chi è una buona notizia?
Bungie e Activision hanno collaborato così a lungo fa essenzialmente perché il primo aveva bisogno di un gigante alle spalle
per fare il salto di qualità mentre il publisher era naturalmente alla ricerca di nuovi Ip per generare soldi. Per Bungie
l’acquisita indipendenza può significare una gestione dei tempi di sviluppo più legata a intercettare i desiderata della community
di giocatori. Inoltre, qualche dichiarazione dal mondo Microsoft, lascerebbe intendere che Xbox potrebbe diventare un partner
importante. Per Activisione il discorso è diverso. Parliamo del più grande produttore indipendente di videogiochi negli Stati
Uniti che ha visto le vendite rallentare in diversi prodotti chiave (Call of Duty) e non sembra avere nel cassetto grandi
novità per quest’anno. In Borsa le azioni Activision sono diminuite del 23 percento nell’ultimo anno.


Il terremoto dentro Activision. Ai piani alti qualcosa è cambiato. Anzi, una mezza rivoluzione. Nell’ultima settimana ai piani sono usciti alcune prime
linee dell’azienda tra cui il chief financial officer della società. Mercoledì scorso Rob Kostich, che ha guidato lo sviluppo
del franchise Call of Duty per 10 anni, è diventato presidente di Activision Publishing. Humam Sakhnini è stato eletto presidente
di King Digital, quella che produce il gioco mobile Candy Crush e altri giochi per smartphone. Peraltro, J.Allen Brack,
produttore esecutivo di World of Warcraft, è stato eletto presidente di Blizzard, l’altra anima (piuttosto anarchica ed egoriferita) dell’universo
Activision. Il ruolo non è dei più semplici. Blizzard che si è fusa con Activision nel 2007 è una software house piuttosta
atipica, molte centrata su titoli di grandissimo successo come Overwatch, World of Warcraft, Diablo che hanno saputo nel
tempo legare un fortissimo legame con la community dei loro giocatori. Fin dall’inizio la spinta dei responsabili finanziari
di Activision è stata quella di chiedere più titoli in uscita nel corso dell’anno e un più deciso taglio alle spese. Quella
che quindi si sta profilando è un vero cambio di passo di Activision che però, perdendo Bungie, non parte con il migliore
degli auspici.

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Sorgente – ilsole24ore.com